Hai già versato 25 anni anni di contributi e vuoi richiedere la pensione anticipata? Ecco a quanto ammonterà il tuo assegno mensile: devi tenerlo bene a mente.
La pensione è un tema ancora piuttosto caldo nel nostro Paese, considerando tutte le novità e le normative in merito alle varie modalità di accesso all’assegno pensionistico: difatti troviamo sia la più semplice e lineare, ovvero l’entrata in pensione di vecchiaia ordinaria per età di 67 anni con un minimo di 20 anni di contributi, l’APE sociale per le categorie svantaggiate oppure la pensione anticipata ordinaria, che richiedere 42 anni e 10 mesi di contributi versati (41 e 10 per le donne).

Vagliare l’ipotesi della pensione anticipata può essere uno stratagemma per garantirsi un riposo migliore e ovviamente anticipato, tuttavia bisogna ponderare bene le proprie scelte. Si può entrare in pensione anticipata con 25 anni di contributi? E a quanto ammonterebbe l’assegno mensile? Scopriamolo.
Che cos’è la pensione anticipata
La pensione anticipata ordinaria è una formula di accesso pensionistico che prescinde dall’età: se infatti quella di vecchiaia viene erogata dopo i 67 anni con un minimo di 20 anni di contributi versati, quella anticipata permette di accedere alla pensione anche ben prima della soglia minima imposta per legge. Tutto sta in base a quanto abbiamo guadagnato negli anni, al reddito annuo rimasto pressoché invariato e ovviamente agli anni di contributi accumulati.
Sicuramente un CAF o un commercialista potrà aiutarti a capire meglio come muoverti nel caso in cui tu stia vagliando l’ipotesi, ma a quanto ammonterebbe un assegno pensionistico nel caso di 25 anni di contributi versati? La risposta non è così semplice come si pensa.
Esempio pratico: il caso del signor Giovanni
Per capire a dovere il calcolo da effettuare per arrivare alla cifra finale, porto un esempio pratico: immaginiamo il signor Giovanni che a 64 anni sta vagliando l’ipotesi insieme a sua moglie, di entrare in pensione anticipata con 25 anni di contributi versati. La sua retribuzione è di circa 30.000 euro annui e questa cifra è rimasta più o meno invariata negli anni (dato non indifferente). Per il calcolo non si considerano solo i guadagni, ma anche l’età in cui si entra in pensione e il tesoretto di contributi accumulato nel tempo. Pertanto:

- Ogni anno, Giovanni ha accantonato il 33% del suo stipendio lordo. Dopo 25 anni, considerando anche le rivalutazioni basate sull’andamento del PIL, il suo tesoretto accumulato è di circa 250.000 euro.
- Qui entra in gioco l’età, come dicevamo poc’anzi. Lo Stato applica una percentuale al montante in base a quando si va in pensione: più si è anziani, più la percentuale è alta. A 64 anni, il coefficiente è circa del 5,18%.
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Moltiplicando i 250.000 euro per il 5,18%, otteniamo una pensione lorda annua di 12.950 euro. Diviso per 13 mensilità, l’assegno di Giovanni sarà di circa 996 euro lordi al mese.
A questo punto il signor Giovanni avrà ben chiara la situazione e potrà vagliare l’ipotesi di richiedere la pensione anticipata oppure attendere ancora qualche anno per poter ottenere una cifra maggiore sull’assegno.





