Per avere una pensione di 1000 euro al mese quanto bisogna guadagnare durante l’età lavorativa? La risposta, purtroppo, non è affatto così scontata al netto di calcoli matematici.
Se i giovani attualmente non pensano al proprio futuro pensionistico poiché in grado già di ‘prevedere‘ quella che sarà la propria situazione finanziaria da ora ai prossimi 30/40 anni, discorso diverso viene fatto nel momento in cui ci accingiamo oggi alla fantomatica e agognata pensione. Dopo aver lavorato per buona parte della propria vita arriva il momento in cui bisogna riposarsi e lasciare che lo Stato ci ‘ripaghi‘ del duro lavoro. Eppure ai giorni nostri sono tantissime le persone che ritrovandosi a fare domanda per la pensione si ritrovano con una bruttissima sorpresa.
Pensioni che a stento riescono a superare gli 800 euro e che spesso costringono chi la percepisca a continuare a lavorare per poter mandare avanti la famiglia o ancor peggio un mutuo non ancora estinto. In un panorama sempre più complicato però, aggiudicarsi il minimo sindacale per vivere di 1000 euro netti non è affatto scontato, tantomeno facile. Quanto si deve guadagnare nella propria vita lavorativa per arrivare a una pensione reale di 1000 euro?
Il sistema pensionistico italiano attualmente non agisce solo un versante, ma al contrario su più fronti: abbiamo infatti diverse possibilità per accedere a una pensione, a patto che ovviamente siano stati accumulati i contributi pensionistici in tutta la durata della propria vita lavorativa. Non sempre un’uscita anticipata è conveniente: l’accesso a misure come Quota 41 o Quota 103 comporta spesso un assegno più leggero, non per ‘multe‘ dirette, ma perché si rinuncia ad anni di versamenti e si subiscono coefficienti di trasformazione meno favorevoli dovuti alla minore età anagrafica
Oltretutto bisogna considerare anche i settori in cui abbiamo operato in tutto questo tempo, la regolarità contributiva dei privati di aver sempre versato i contributi dei propri dipendenti e così via. Attualmente uno stipendio medio in Italia si attesta tra i 1700/1800 euro. Ipoteticamente parlando, laddove questo stipendio sia sempre rimasto invariato e con tutti i contributi versati, la pensione generata si attesterebbe tra i 1200 e i 1300. E se invece abbiamo guadagnato meno di queste cifre?
Per ottenere un assegno pensionistico da 1.000 euro netti al mese, che corrispondono a circa 13.000 euro lordi annui, considerando la tredicesima, un lavoratore dipendente deve aver accumulato un tesoretto di contributi sufficiente. Cosa significa in termini spicci e comprensibili? Nel sistema contributivo italiano, la pensione è il risultato della somma dei contributi versati (il 33% della RAL ogni anno) rivalutati nel tempo e moltiplicati per un coefficiente di trasformazione che varia in base all’età in cui si smette di lavorare.
Ponendoci quindi la domanda iniziale, per arrivare a un netto di 1000 euro mensili, lo stipendio medio lordo annuo non dovrebbe scendere sotto i 22.000/25.000 euro. Tradotto in netto mensile, parliamo di una busta paga di circa 1.400/1.500 euro. E proprio qui si forma un gap non indifferente perché spesso periodi sabbatici, periodi di disoccupazione e/o lavoro in nero possono far scendere anche di molto questa soglia minima da rispettare e in quel caso si potrebbe addirittura accedere solo a una pensione sociale.