Aumenti sull’assegno di invalidità ordinario: arriva la comunicazione ufficiale dell’INPS che cambia le regole per alcuni beneficiari.
C’è una recente novità normativa dell’INPS che permette di portare l’assegno ordinario di invalidità calcolato con il sistema contributivo anche al trattamento minimo previsto dalla legge, ma cosa significa questo nello specifico? Quando l’assegno è troppo basso, l’INPS lo può integrare fino a una soglia minima mensile, che per il 2026 è stimata intorno ai 611,85 euro al mese, sfiorando così gli 8mila euro all’anno, ma solo a una precisa condizione reddituale, ovvero se il beneficiario rientra nei limiti stabiliti per legge.

L’INPS ha in questo modo recepito una sentenza della Corte Costituzionale, aprendo alla possibilità di integrazione al trattamento minimo anche per gli assegni calcolati interamente con il sistema contributivo. Non si tratta di un nuovo bonus né di una misura straordinaria, ma dell’estensione di una tutela già esistente che elimina una disparità rispetto al passato. Per essere chiari, fino a oggi l’integrazione al minimo non veniva riconosciuta in via generale agli assegni ordinari di invalidità liquidati con il sistema contributivo puro.
Cosa accade con le più recenti modifiche sull’assegno di invalidità
Questa integrazione è pensata per garantire un importo minimo previsto dall’ordinamento, evitando che chi è in difficoltà riceva cifre troppo basse, ed è un passaggio importante rispetto al passato, quando la regola valeva per chi aveva anzianità contributiva antecedente al primo gennaio 1996 o comunque un calcolo non interamente contributivo. La circolare INPS 20/2026, che ha chiarito finalmente la questione, recepisce l’orientamento della Consulta.

Altrettanto importante è sapere che l’effetto decorre dal primo agosto 2025: questo vuol dire che chi ha un assegno già basso potrebbe avere diritto a un aggiornamento della situazione a partire da quella data, se in possesso dei requisiti reddituali previsti. La cifra del trattamento minimo per il 2026 potrà variare leggermente in base alla rivalutazione ufficiale negli anni successivi, per cui non è detto che non ci sia un ulteriore aumento.
Cosa cambia per chi riceve l’assegno di invalidità già oggi
Se hai un assegno ordinario di invalidità calcolato con il sistema contributivo puro e l’importo è oggi inferiore al minimo garantito, potresti avere diritto all’integrazione, previa verifica dei requisiti reddituali. Occorre però non fare confusione e sapere che l’adeguamento spettante dipende dal reddito personale e, nei casi previsti, da quello coniugale: insomma, non tutti riceveranno l’aumento, ma occorre rispettare diversi criteri.

Se i limiti di reddito sono rispettati, l’integrazione al minimo è concessa in misura piena o parziale; chi aveva già chiesto e ottenuto un diniego in passato perché rientrava nel sistema contributivo può chiedere il riesame della propria pratica, purché non ci sia una sentenza definitiva contraria. Questa novità rappresenta un passaggio significativo perché elimina una differenza di trattamento che penalizzava chi era interamente nel sistema contributivo.





