La stufa a pellet era la soluzione verso la quale mi ero diretto, poi un mio amico mi ha suggerito un’altra soluzione e mi ha convinto.
Ero a un passo dall’acquistare una stufa a pellet: avevo consultato un po’ di volantini, già fatto i conti, confrontato prezzi, letto recensioni e mi sembrava la soluzione più logica. Parliamo di una stufa alimentata con qualcosa di meno caro del gas, soprattutto visti i prezzi a cui è arrivato il gas, che è relativamente semplice da installare. Inoltre, anche parlando con amici e conoscenti, ha una reputazione tutto sommato positiva in termini di risparmio.

Avevo quasi concluso l’ordine in negozio, stavo valutando se pagarla a rate o per intero, quando il mio vicino di casa, sentendomi parlare dei lavori che avrei dovuto fare per l’installazione, mi ha chiesto se avessi mai valutato un’alternativa più moderna. Confesso che all’inizio ho storto il naso: pensavo fosse una delle solite novità tecnologiche affascinanti sulla carta ma poco concrete nella vita reale, ma poi la curiosità ha preso il sopravvento.
L’alternativa più moderna della stufa a pellet
Ho iniziato a informarmi e mi si è aperto un mondo che non conoscevo: ho scoperto che esiste un sistema di riscaldamento basato sul grafene, un materiale composto da carbonio con proprietà di conducibilità termica ed elettrica sorprendenti. Applicato alla casa, questo materiale viene utilizzato in pannelli sottilissimi alimentati a corrente che producono calore attraverso onde infrarosse: non si tratta quindi di scaldare l’aria come fanno i termosifoni o le stufe tradizionali.

Questo sistema di riscaldamento, infatti, va direttamente su superfici e oggetti, un po’ come fa il sole quando ti colpisce anche in una giornata fredda. Praticamente, mi ha spiegato il vicino, con la stufa a pellet l’aria calda tende a salire, creando spesso zone più fredde in basso e sbalzi tra una stanza e l’altra, poi c’è sempre un leggero movimento d’aria che può sollevare polvere, cosa che in casa mia non è proprio l’ideale. Con il riscaldamento a grafene, invece, la sensazione mi è stata descritta come uniforme e avvolgente.
L’incredibile funzionalità dei pannelli in grafene
In pratica, non ci sono correnti e non c’è nemmeno quell’alternanza fastidiosa tra troppo caldo e troppo freddo: l’idea di un comfort più stabile e “naturale” ha iniziato a convincermi seriamente. Anche dal punto di vista pratico ho trovato aspetti che non avevo considerato, visto che una stufa a pellet richiede spazio sia per lei che per gli accessori. I pannelli in grafene, invece, non bruciano nulla, non producono residui e non hanno parti meccaniche soggette a usura.

Possono essere installati sotto il pavimento, integrati nelle pareti o nel soffitto, oppure montati come elementi indipendenti quasi invisibili. Il sistema a grafene, infine, raggiunge rapidamente la temperatura desiderata e permette di riscaldare solo gli ambienti effettivamente utilizzati, riducendo gli sprechi.Restava la questione del costo, ma anche in questo caso il mio vicino mi ha portato a ragionare e a fare un discorso di lungo periodo, con spese costanti per il pellet e interventi di manutenzione regolari.
